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Coronavirus: cala l’inquinamento e gli animali tornano in città

Ora che l’epidemia ha fermato le attività economiche, la Natura si sta riprendendo i suoi spazi.

In molti Paesi europei sono in vigore le misure di contenimento per l'emergenza Coronavirus, e c’è stato un riscontro della diminuzione dell’inquinamento atmosferico generato da attività umane come traffico, produzione di energia, industrie. Lo mostrano le immagini del satellite Sentinel-5P, del programma Copernicus gestito da Commissione Ue e Agenzia Spaziale Europea (Esa). L'impatto indiretto del Covid-19 ha cominciato a farsi sentire più di un mese fa, in tempi leggermente meno sospetti: il primo marzo scorso le osservazioni satellitari della Nasa hanno rilevato una diminuzione significativa dei livelli di biossido di azoto (NO2) nei cieli cinesi, ora la conferma arriva anche per l’Italia e le capitali europee: l'inquinamento è calato drasticamente a causa delle misure di contenimento e del blocco delle attività messe in atto per fronteggiare l'emergenza da Coronavirus. Senza l’uomo ma soprattutto senza le sue attività moleste (rumori, traffico, inquinamento, caccia, ecc.) la Natura si sta al momento rigenerando nell’intera penisola.




A Cagliari e a Trieste sono stati avvistati un gruppo di delfini che nuotano nei porti.











I cigni nei canali di Venezia con l’acqua mai stata cosi limpida.












Lepri nei giardini pubblici di Milano.






Molti altri animali sono stati avvistati come mamma papera con i suoi paperini che entra direttamente in un centro commerciale in un quartiere di Firenze, uccelli rapaci come il Falco di palude o lo Sparviere fotografati dalle finestre in provincia di Pescara, o una bellissima Aquila minore a caccia di un passero in un quartiere di Napoli. Canti di uccelli ovunque nelle città divenute silenziose. Il messaggio è uno e chiaro, ora che l’epidemia ha fermato le attività economiche, la Natura si sta prendendo una rivincita sull’uomo. Gli animali si stanno riappropriando degli spazi che noi umani gli abbiamo tolto. Molte specie selvatiche trovano nei nostri centri abitati cibo in abbondanza, calore e rifugio. Ma allora per quale motivo queste scene di ordinaria natura, oggi ci sembrano così straordinarie? Probabilmente non eravamo capaci di vederle, tanta era la fretta di raggiungere il luogo di lavoro, o il supermercato, o la nostra stessa abitazione. Per poi metterci comodi su un divano e, magari, guardare documentari su una natura apparentemente lontanissima da noi.

In questo tragico momento della nostra storia abbiamo forzatamente rallentato i nostri ritmi. Così facendo, ci siamo accorti che le nostre città, pullulano di animali e non ce n’eravamo mai accorti, perché molte specie preferivano attivarsi durante le ore notturne meno trafficate, ma sono sempre state a poca distanza da noi. La vera scoperta riguarda quindi noi stessi. Lo spettacolo oltre i nostri vetri non si è mai fermato. Eravamo noi spettatori a viaggiare troppo veloci, e a perderci spesso e volentieri la bellezza intorno a noi. Se riuscissimo a fare tesoro di questa esperienza, augurandoci che non si verifichi più un simile dramma, in futuro potremmo riscoprire lo stupore dell’incontro con gli animali selvatici poco oltre la soglia delle nostre abitazioni e, magari, vivere la quotidianità con minor frenesia e più curiosità.

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