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Mario Parisi, passione, professionalità e romanziere delle immagini e tanti sogni nel cassetto

Un grande fotografo da oltre 30 anni, che grazie alla sua sensibilità è riuscito a cogliere le sfumature più intime dei suoi clienti. Leggi l' articolo e scopri come avere ingressi omaggio.


Mario Parisi, è nato a Buccino in provincia di Salerno, ed è arrivato in Svizzera nel 1981, precisamente a Winterthur e da quel giorno non è più tornato a vivere in Italia per amore della moglie conosciuta in Svizzera. Ha avviato la sua attività Art-Foto-Studio Parisi nel 1985 e successivamente ha aperto anche un negozio affianco allo studio. Si occupa di servizi fotografici di vario genere: da matrimoni a cerimonie, da moda a design, di pubblicità e infine servizi fotografici di bouduar e nudi artistici. Nel 1999, infine, si stabilisce nella sede attuale, ben 250 metri quadrati di spazio dedicato con amore ed attenzione al negozio e alle sale di scatto.

In data 18 gennaio 2020, Tuttoitalia è andata a trovare il signor Parisi alla fiera Sposi di Zurigo, che dura due giorni fino a domenica 19. Mario dispone di uno stand al padiglione 4, dove lui e tutta la sua troupe di collaboratori, con gentilezza, professionalità e accoglienza illustrano i vari lavori fatti negli anni ai clienti che sono prossimi al matrimonio, e non solo. A far loro compagnia, c’è un angolo nello stand dedicato al caffè organizzato da M&J. Ottima produzione di caffè salernitano e macchine da caffè con base di rivendita a Zurigo. Con l’occasione Tuttoitalia ha fatto un’intervista al Signor Parisi sulla sua carriera e sui suoi sogni nel cassetto.


Signor Parisi da dove nasce la passione per la fotografia?

«Io credo che la passione per la fotografia sia qualcosa di innato. Ce l’ho avuta dentro da sempre questa attitudine e credo che una buona dose di sensibilità ed empatia aiuti sicuramente nel fare questo mestiere. A 12 anni, grazie ad un collega fotografo che mi prestò la sua macchina Yashica biottica iniziai a fare foto. Mi definisco un po’ come un romanziere, che invece di saper usare bene le parole, riesce a farlo con le immagini che rappresentano lo stato d’animo delle persone che riprendo e a descrivere le loro emozioni più intime. Mi piace parlare con i miei clienti prima di uno shooting per metterli a proprio agio, solo così si può tirare fuori la vera energia».


Che cosa significa per Lei lo stile boudoir? «Per me è la massima espressione della donna, della sua sensualità e del suo corpo, mai in maniera volgare. Una volta, anni fa, la donna aveva più tempo per la propria cura personale, non c’era tutto questo stress di oggigiorno e lei poteva dedicarsi maggiormente a sè stessa e al suo benessere. Nella sua stanza soleva esserci un tavolino e uno specchio dove lei si poteva truccare e sistemare per farsi bella per sè stessa e poi per il proprio uomo. Così, ritraggo donne in intimo e lingerie per poi passare ad un’altra mia grande passione, il nudo artistico. Come un quadro senza cornice, il nudo è l’espressione per eccellenza dell’intimità più profonda e pura della persona».


Che cosa ama fotografare di più?

«Quello che più mi piace è il nudo artistico e il boudoir. Tramite uno sguardo, una posa, un sorriso riesco a cogliere l’emozione della persona, indipendentemente dal genere e credo che per riuscire a fare bene questo mestiere bisogna saper vivere di emozioni intense e saperle cogliere nei soggetti fotografati. Normalmente fotografo in studio, ma anche in esterna, dipende dalla volontà del cliente. Ci sono delle visagiste che si occupano di preparare il trucco e parrucco, mentre l’intimo possiamo fornirlo noi come lo possono portare direttamente i clienti, questo va a scelta. Ho lavorato molto anche per eventi luxury, ad esempio mi è capitato di seguire un tour di Ferrari per la Svizzera che durò un fine settimana».


Come si è avvicinato al mondo dei matrimoni?

«Appena arrivato in Svizzera, all’età di 23 anni dopo aver conosciuto mia moglie, lavoravo già come fotografo per i matrimoni, e piano piano iniziai a farmi conoscere sempre di più dal pubblico svizzero. Venni accolto con molto entusiasmo e ammirazione. I miei lavori piacevano e venivano trovati originali, perchè credo di aver portato una ventata di aria nuova e le mie idee di scatto erano fresche e innovative specialmente nelle pose. Fotografare matrimoni è sempre qualcosa di molto emozionante e sentito. L’attesa della sposa, le lacrime dello sposo quando la vede arrivare e la commozione dei genitori sono qualcosa a cui non mi stancherò mai di assistere. Ogni matrimonio è diverso e ha qualcosa di unico, specialmente quello dello scambio delle fedi nuziali».


Usa molto la post-produzione per i suoi lavori?

«Si molta, uso quasi sempre Photoshop. All’inizio, utilizzavo la Reflex classica e a mio avviso era la vera essenza del fotografo, quella dove tutto doveva essere perfetto e pronto per lo scatto. Era la vecchia maniera di lavorare, il taglio e la luce erano basilari quando si fotografava, cosa che non si fa più da quando il mercato è cambiato. Io mi sono adeguato alle esigenze dei clienti e al mercato e oggi la post produzione è molto importante, ma ci tengo a dire che deve aiutare a migliorare la foto, non a trasformarla in qualcosa di diverso. Come luce e inquadratura sono ancora per la vecchia scuola, e per ritoccare uso il digitale».

Si sposta molto dalla Svizzera per lavoro?


«Sì, sono abituato ormai da anni a spostarmi all’ interno di tutta la Svizzera e anche in Europa. Torno sempre volentieri in Italia e faccio molti matrimoni sia per clienti italiani che svizzeri che vogliono sposarsi in bellissime strutture italiane. Mi viene in mente quando ho scattato nella Tenuta dei Ciclamini, un Relais immerso nella natura nel borgo di Mogol, situato nel cuore dell’Umbria, dove vi è un paesaggio bucolico e caratteristico della zona. Un altro matrimonio che ricordo in Italia è in Toscana, in provincia di Firenze sempre in una location immersa nella natura molto suggestiva».


Organizza anche degli eventi nel suo negozio?

«Sì, mi capita di organizzare degli eventi per i miei clienti. Scatto come media 10 servizi alla settimana e alla fine di questi mi piace organizzare un vernissage per la consegna dei poster con le foto. Nella lounge allestiamo un aperitivo e appendiamo sul cavalletto, sempre su volontà del cliente, le loro foto su acrilico o altri materiali (alluminio per esempio). Questo é un modo per far sì che le persone condividano tra loro gli scatti e per ammirare il lavoro ottenuto del servizio».


Sogni per il futuro?

«Sogni nel cassetto non mancano mai. Mi piacerebbe in particolar modo fare un viaggio in Africa o a Cuba e fotografare solo ritratti di bambini e delle persone del luogo. Poi conseguire un libro di ritrattistica e dei dettagli di viaggio. Vorrei la gente potesse interpretare l’essenza della fotografia e delle espressioni dei soggetti fotografati, il modo da vivere la spontaneità che non deve mancare mai».



Ricordiamo la fiera dura ancora domani, ovvero domenica 19 gennaio dalle ore 10 alle ore 18 e che Tuttoitalia e Mario Parisi regalano 5x2 entrate.

Per ricevere i biglietti bisogna annunciarsi a questo numero di cellulare: 079 175 01 01 e sarà lo stesso Mario che vi verrà a prendere all’ ingresso.





Art-Foto-Studio Parisi di Mario e Angela Parisi Schützenstr.81, CH-8400 Winterthur. tel. 052 203 36 60 fax: 052 203 37 38 www.fotoparisi.com. info@fotoparisi.com.



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